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Papa Francesco a Loreto. Firma dell’esortazione post-sinodale,”Christus vivit”

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Esortazione post-sinodale "Christus vivit":
sarà pubblicata il 2 aprile

Ripercorriamo insieme le varie tappe fino ad arrivare all’esortazione finale del sinodo dei giovani che uscirà il prossimo 2 aprile.

Marzo 2018: la Riunione pre-sinodale

A tale auspicio, il Pontefice risponde direttamente nel marzo 2018, nell’ambito della Riunione pre-sinodale svoltasi a Roma, presso il Pontificio Collegio internazionale “Maria Mater Ecclesiae”: circa 300 i giovani presenti fisicamente, mentre altri 15mila partecipano attraverso i social-media. A tutti loro, il Papa chiede di osare “sentieri nuovi”, uscendo alla logica del “si è sempre fatto così” per stare, invece, in modo creativo nel solco della tradizione cristiana autentica. Il cuore della Chiesa è giovane, ribadisce Francesco, e i giovani “vanno presi sul serio”: non bastano le analisi sul loro mondo, ma serve interpellarli direttamente, anche quando parlano con “la faccia tosta”. “Se mancate voi, ci manca parte dell’accesso a Dio”, dice il Papa ai ragazzi, esortandoli ad essere “giovani profeti” con radici solide, basate sull’esperienza degli anziani e dei nonni.

La Domenica delle Palme 2018

I frutti della Riunione pre-sinodale vengono raccolti in un documento conclusivo che il 25 marzo 2018, Domenica delle Palme e Giornata diocesana della gioventù, viene consegnato nelle mani del Papa, in Piazza San Pietro. “In questo documento – spiegano i ragazzi al Pontefice – Le consegniamo la nostra vita e i desideri più profondi del nostro cuore. Fiduciosi del fatto che la Chiesa continui ad ascoltare la voce dei giovani”. Ed è questo, infatti, che i ragazzi auspicano: una Chiesa che sia testimone vivente di ciò che insegna, che non li consideri troppo piccoli per essere protagonisti della contemporaneità; una Chiesa inclusiva, accogliente, misericordiosa e tenera, che sappia anche ammettere i propri errori ed abbia “l’umiltà di chiedere perdono”. Una Chiesa che incontri i giovani là dove essi vivono, anche nel cosmo digitale, e che li accompagni nella costruzione di un “mondo di pace, che tenga insieme ecologia integrale ed economia globale sostenibile”.

Giugno 2018: l’Instrumentum Laboris in 7 parole-chiave

L’Instrumentum Laboris del Sinodo, poi, presentato alla stampa il 19 giugno 2018, raccoglie tutte queste richieste, integrandole con oltre centomila risposte date dai giovani al Questionario on line lanciato, nei mesi precedenti, dalla Segreteria generale del Sinodo. Sette, soprattutto, le parole-chiave che emergono dall’Instrumentum: ascolto, accompagnamento, conversione, discernimento, sfide, vocazione e santità. Si tratta di principî basilari che i ragazzi cercano nella Chiesa, affinché sia “autentica”, brilli per “esemplarità, competenza, corresponsabilità e solidità culturale” e condivida con i giovani stessi una vita vissuta alla luce del Vangelo. L’auspicio è che la Chiesa sia “meno istituzionale e più relazionale, capace di accogliere senza giudicare previamente, amica, prossima, misericordiosa”.

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Ottobre 2018: il Documento finale del Sinodo

Le tematiche contenute nell’Instrumentum Laboris diventano, così, la “road-map” del Sinodo sul tema "I giovani, la fede e il discernimento vocazionale" che si svolge in Vaticano nell’ottobre 2018 e che vede molti ragazzi prendere la parola in Aula. Le loro riflessioni, le loro testimonianze, i loro forti appelli confluiscono nel Documento finale dei lavori, il cui filo-rosso è l’episodio dei discepoli di Emmaus, narrato nel Vangelo di Luca. Accompagnamento e ascolto empatico, infatti, sono tra i tratti essenziali che i ragazzi richiedono alla Chiesa, insieme al rafforzamento di scuole e parrocchie, e all’attenzione a questioni cruciali come quella dei migranti, “paradigma del nostro tempo”. Il documento finale richiama, inoltre, l’importanza di un impegno fermo della Chiesa contro tutti i tipi di abuso, per fare verità e chiedere perdono. Centrali anche la sottolineatura della famiglia, “Chiesa domestica” e prima comunità di fede; l’esortazione alla promozione della giustizia contro la cultura dello scarto; l’invito a valorizzare al meglio le “risorse pastorali” offerte da arte, musica e sport e ad abitare il mondo digitale, promuovendone le potenzialità comunicative in vista dell’annuncio cristiano. Il documento finale esorta, inoltre, a riconoscere e valorizzare le donne nella società e nella Chiesa, così come a far scoprire ai giovani che la sessualità è un dono, offrendo loro “una parola chiara, umana ed empatica”. Il tutto con “sinodalità”, ovvero con quello stile per la missione che sprona a passare dall’io al noi.

Gennaio 2019: la Gmg di Panama

E sono, infatti, tanti i “noi giovani” che a gennaio di quest’anno incontrano Papa Francesco a Panama, in occasione della 34.ma Giornata mondiale della gioventù. Così come accaduto a Rio de Janeiro nel 2013, quando li esortava a “fare chiasso”, ovvero a farsi sentire, ora il Pontefice invita i ragazzi a darsi da fare in modo attivo e creativo nella Chiesa e nel mondo, mettendo a frutto la loro “energia rinnovatrice” per essere “testimoni del Vangelo”: “Vogliamo trovare e risvegliare insieme a voi la continua novità e giovinezza della Chiesa aprendoci sempre a questa grazia dello Spirito Santo che tante volte opera una nuova Pentecoste. E questo è possibile solo se, come abbiamo da poco vissuto nel Sinodo, sappiamo camminare ascoltandoci e ascoltare completandoci a vicenda, se sappiamo testimoniare annunciando il Signore nel servizio ai nostri fratelli, che è sempre un servizio concreto”.

Marzo 2019: l’Esortazione apostolica

Oggi, dunque, a distanza di due anni dalla prima Lettera ai giovani, il Papa affida alla Vergine Lauretana l’Esortazione apostolica post-sinodale, sempre in forma di Lettera: un segno concreto di quell’ascolto, di quel dialogo e di quel camminare insieme auspicato dai partecipanti al Sinodo.

Esortazione post-sinodale "Christus vivit":
sarà pubblicata il 2 aprile​

Il video integrale:

 

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