Il Papa con i giovani – Aula Paolo VI

Condividi

Papa Francesco incontra i giovani nell’Aula Paolo VI. “Noi per. Unici, solidali, creativi”, è il titolo dell’evento speciale nell’ambito della XV Assemblea Generale Ordinaria del Sinodo dei Vescovi sul tema: I giovani, la fede e il discernimento vocazionale. Nel corso dell’incontro le testimonianze e i momenti artistici e musicali fanno da cornice alle domande di alcuni giovani e le risposte del Papa.

Giovane iracheno: “Se non mi fossi convertito Isis mi avrebbe decapitato”
“Mi chiamo Aziz e vengo dall’Iraq. Fino ai 18 anni vivevo una vita normale ma un giorno tutto è crollato. L’Isis è arrivato nella mia città che si è abbandonato a loro. Abbiamo dovuto abbandonare la città. Siamo stati messi davanti una scelta convertirci o essere decapitati. Sembrava come un film. Ho deciso di affidarmi completamente a Gesù. Sono stato salvato d a Gesù e sono riuscito a perdonare l’Isis”. La testimonianza di questo giovane iracheno nell’Aula Paolo VI davanti a Papa Francesco nell’ambito della XV Assemblea Generale Ordinaria del Sinodo dei Vescovi sul tema: I giovani, la fede e il discernimento vocazionale.

Le domande dei giovani carcerati di Casal del Marmo a Papa Francesco
Alcuni giovani carcerati di Casal del Marmo rivolgono a Papa Francesco alcune domande nell’ambito del Sinodo dei giovani. “Vogliamo ringraziare Papa Francesco perché non si scorda mai di noi”.

Il progetto è promosso da Liberi nell’arte Unione cattolica stampa italiana del Molise e dal Ministero della Giustizia. 

Giovane di San Nicolò a Tordino (Diocesi di Teramo)
«Tutto ebbe inizio nel 2015», dice Federico, «dopo essermi laureato nutrivo grandi speranze per il mio futuro lavorativo, nonostante il tasso di disoccupazione giovanile molto elevato anche nel mio settore. Dopo qualche mese speso ad inviare il curriculum in giro per l’Italia, iniziavo a perdere un po’ di coraggio». Il giovane iniziava a valutare se fosse il caso di trasferirsi all’estero o cambiare lavoro. «Mentre vivevo questa situazione tribolata», spiega Federico, «ricevetti un’inaspettata offerta di colloquio da un’azienda che rappresenta il principale consorzio europeo per la costruzione di missili e armi per la difesa. Non ero molto sereno. L’idea di contribuire alla costruzione di missili non rispecchiava affatto i miei valori, ma al contempo era incuriosito e allettato dall’idea di fare una prima vera esperienza di colloquio, e in un’azienda così grande».

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *