La vera giovinezza risiede e fiorisce in chi non si chiude alla vita. Essa è testimoniata da chi non rifiuta il suo dono – a volte misterioso e delicato – e da chi si dispone a esserne servitore e non padrone in se stesso e negli altri. Del resto, nel Vangelo, Cristo stesso si presenta come “servo” (cfr Lc 22,27), secondo la profezia dell’Antico Testamento. Chi vuol farsi padrone della vita, invecchia il mondo.
Carissimi giovani, in questi sette anni del mio ministero episcopale in mezzo a voi, ho avuto la grazia di conoscere molti di voi e di apprezzare le vostre qualità. Tanti sono stati i momenti vissuti insieme: penso ai laboratori e ai dialoghi della fede, alle GMG internazionali e diocesane, agli incontri nelle scuole e in università, ai campi di Azione Cattolica e a tutti gli altri appuntamenti diocesani. Per tutto questo ringrazio il Signore e prego anché possiate custodire i doni della Sua Grazia.
Qualche anno fa, il Concilio Vaticano II si rivolgeva ai giovani con queste parole: “Voi raccoglierete la accola dalle mani dei vostri padri e vivrete nel mondo nel momento delle più gigantesche trasformazioni della sua storia. Siete voi che, raccogliendo il meglio dell’esempio e dell’insegnamento dei vostri genitori e dei vostri maestri, formerete la società di domani” (7 dicembre 1965).Per accogliere l’invito del Concilio ed essere protagonisti della storia secondo il cuore di Dio, vi invito all’Assemblea Diocesana dei Giovani che vivremo a Fossacesia il 3 e 4 gennaio 2012. Sarà un momento importante per rimotivare la fede di ognuno e per vivere al meglio la nostra appartenenza alla Chiesa e il nostro servizio al mondo. Se vi lascerete guidare dallo Spirito del Signore, sono sicuro che riuscirete ad essere per tutti annunciatori e testimoni credibili del Vangelo. Conto sulla presenza e l’impegno di ciascuno di voi!
Nell’attesa di incontrarvi, vi saluto con aetto, vi benedico e vi assicuro la mia preghiera, chiedendo la vostra per me e la nostra Chiesa diocesana.
CHE RIPRENDONO LA SCUOLA AI DIRIGENTI SCOLASTICI, AI DOCENTI
E AL PERSONALE NON DOCENTE
DI TUTTE LE SCUOLE
Carissimi Amici, all’inizio del nuovo anno scolastico desidero farVi giungere il mio augurio e l’assicurazione della mia preghiera, invitandovi a riflettere con me sul momento particolarmente difficile che sta attraversando il nostro Paese, insieme peraltro a tutto l’Occidente.
1. Perché l’educazione? Ho scelto l’educazione come tema di questa lettera pastorale perché la sfida della trasmissione ai nostri ragazzi di quanto per noi veramente conta nella vita appare oggi più che mai ardua. È come se la distanza fra le generazioni si fosse improvvisamente accresciuta, sia per l’accelerazione dei cambiamenti in atto, sia per la novità dei linguaggi che il mondo del computer e della rete ci va imponendo. I “nativi digitali” - coloro cioè che sono nati nell’era di “internet” e che vi accedono con strabiliante naturalezza - fanno fatica a intendersi con gli abitanti del vecchio pianeta terra, solcato da confini e lontananze, che risultavano spesso difficilmente valicabili.